Eccomi

Blogger: samizdatonline

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 17 ottobre 2005

Quelli che vorrebbero sfrattare Dio dalla vita pubblica

Sembrava scomparso dalla scena pubblica. Ma all'occidente secolarizzato la questione "Dio" si è ripresentata violentemente l'11 settembre 2001, quando in nome di Allah, alcuni terroristi fondamentalisti rappresentanti di un un islamismo nichilista, hanno tirato giù le due torri, le tremila persone che vi lavoravano, con tutte le conseguenze che sappiamo.
Sembrava che i cristiani non contassero più nulla, quasi fossero una specie in via di estinzione.
Piazze piene, chiese vuote. Un Papa vecchio e malato, con grande carisma mediatico ma poco seguito.
Invece... Bush è stato rieletto alla grande con il contributo fondamentale dell'elettorato cristiano.

Poi, il mondo intero - non solo metaforicamente - si è inginocchiato ad onorare Giovanni Paolo II, e ha amato fin da subito il suo successore, un'autorevole guida morale e un intellettuale di grande spessore, apprezzato anche da quei non credenti immuni da pregiudizi anti-cattolici.
Ed infine, in Italia, il flop dei referendum contro la legge 40/2004: non se l'aspettavano di perdere così, con tutti i media e la "gente che conta" dalla loro parte.

E allora l'argomento del giorno è diventato il rapporto fra Stato e Chiesa, o fra Stato e religioni, spesso con due pesi e due misure.

Infatti, da una parte, per un malinteso e ipocrita concetto di "tolleranza" figlia del
"buonismo" politicamente corretto, non si riesce a venire fuori dal pasticcio della non-scuola di via Quaranta, perché non si vuole dare l'impressione di avercela con un gruppetto di musulmani che rifiutano di integrarsi (quasi che per loro le leggi dello Stato italiano non valessero).
Nello stesso tempo, però, la Chiesa cattolica in Italia subisce attacchi anacronistici e paradossali.
Ogni sua parola viene amplificata e strillata, distorta e messa in discussione, paventando un attacco della Chiesa stessa, sul piano etico, ma anche politico, alla laicità dello Stato.

Gli attacchi gratuiti e infondati, basati su menzogne e
campagne giornalistiche farlocche, sono cominciati con la questione dell'otto per mille, subito dopo il referendum. Si è detto che non si sapeva come la Chiesa li aveva spesi. Ne viene pubblicato il resoconto (casualmente, negli stessi giorni della polemica), e ne dà notizia solo Avvenire.
Si continua con l'ora di religione:
Repubblica spara cifre da debacle. Avvenire risponde con quelle della CEI. Il ministero della Pubblica Istruzione conferma: nessun crollo nelle adesioni, ma anche qui, nessun dietro front da parte di Repubblica.
Si prosegue con i PACS: la posizione della Chiesa è ovvia e ben nota, da sempre. Ne parla Ruini
nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei (il capo dei vescovi italiani ai vescovi italiani, non un discorso alla nazione a reti unificate). Gran fracasso sulla stampa. Fischi contro Ruini a Siena. Allora viene inventata una fantomatica telefonata in cui i vescovi avrebbero dichiarato intenzioni bellicose. Smentita anche questa.
Lo stesso giorno su Repubblica si confrontavano le retribuzioni medie di preti e vescovi con quelle di impiegati, metalmeccanici e commessi. Niente di male, ma, come fa notare Avvenire, "a nessun lavoratore dipendente sfugge la differenza tra stipendio lordo e stipendio netto. Ecco, quello dei preti era lordo, quello degli altri netto. Peccato si siano dimenticati di scriverlo".
Parla Benedetto XVI al sinodo mondiale dei vescovi, e la stampa italiana titola: il Papa parla ai politici italiani.
Il Sinodo viene presentato come un'assemblea schiacciata sui temi etici, con i vescovi pronti a strabordare e ad imporre chissà che cosa. Un "fondamentalismo cattolico" in agguato, inconsciamente paragonato a quello islamico (che comunque fa più paura e non viene combattuto, come dimostra anche quel che è successo recentemente al Consiglio d'Europa).
Che sta succedendo?
Che, come ha detto Benedetto XVI, Dio non può star fuori dalla vita pubblica.
Per finire, l'incredibile attacco sull'ICI: una campagna di stampa denigratoria senza alcun fondamento.

Sullo sfondo, la questione aborto, amplificata dalla RU486, di cui è stata sospesa la somministrazione al di fuori dell'ospedale, perchè contraria alla stessa legge 194. Una legge che le élite laiciste difendono con i denti, perché considerano l'aborto un "diritto fondamentale", mentre l'opinione pubblica la pensa diversamente, visto che secondo un recente sondaggio di Repubblica la maggioranza degli italiani (44,4 per cento contro 29,7) giudica l'aborto "moralmente sbagliato".

Per concludere, è in atto un conflitto fra chi riconosce a tutti la libertà di esprimersi e chi pretende di poter distribuire "patenti" di tolleranza e democraticità, con il sostegno di un'ideologia laicista che punta a imporre un "pensiero unico" basato sul relativismo etico. Ci dicono che dovremmo vivere "come se Dio non ci fosse". Ma ogni volta che si è tentano di escludere Dio dalla società si sono verificate delle tragedie immense (vedi nazismo e comunismo), e alla fine l'uomo si rende conto che è meglio vivere "come se Dio ci fosse", con buona pace dei laicisti.

-------------------
"Ricordiamo che il secolo si è aperto con gli annunci della morte di Dio e si è chiuso senza un pensatore capace di organizzarne i funerali.
Il cadavere, poi, non si è più trovato."
-- Armando Torno 

Postato da: Faramir a 09:26 | link | commenti (22) |
religione, laicismo, chiesa cattolica

Logo

Il logo dell'Associazione

Chi siamo

Siamo una compagnia di persone che, con uno sguardo cristiano sulla realtà, ha dato forma ad una presenza autenticamente libera sul web, arrivando a fondare una associazione culturale. L'urgente motivo, per cui ciascuno di noi si è esposto, continuando a farlo, in prima persona in questa vetrina mediatica, è stata una reazione immediata, quasi istintiva. La nostra compagnia è la risposta a quel "grido dell'anima" provocato dall'attuale panorama informativo e culturale in Italia ed in Europa. Un panorama massmediatico che si dimostra poco libero, quasi mai oggettivo, tiepido, talvolta freddo, se non addirittura falso e nemico della persona umana, del cristianesimo e della chiesa cattolica. Ci siamo conosciuti grazie ai siti e blog gestiti da alcuni di noi, nella diffusione di informazioni taciute o poco sottolineate altrove, nella produzione di contenuti originali e critici affinchè la fede in Cristo sia anche cultura e giudizio, fino alle rassegne stampa attraverso mailing list e newsletters, o anche scatenando e-campagne, talvolta scrivendo direttamente ai giornali, partecipando ai principali forum on-line. Non è infatti necessario avere un proprio sito per aderire attivamente alle nostre iniziative. Questo tam tam costante e pulsante è diventato dunque sempre meno solitario, ma sempre più aggregante. Ci lega la passione per la vita, per la verità, per la bellezza, per la libertà, per la giustizia, per la ragione non contrapposta alla fede. Per questo ci interessano sia la cultura sia la politica. Ciascuno di noi mantiene il proprio stile, la propria indipendente diversità, pur essendo consapevoli, da adesso in poi, di un accresciuto senso di unità e di partecipazione in una direzione comune. Pubblichiamo in proprio, controcorrente rispetto ai tempi in cui viviamo, ispirandoci al Samizdat più famoso, utilizzando le possibilità che si hanno oggi a disposizione sulla rete internet, senza censure, per rapidità, per diffusione diretta e capillare, senza costi spropositati.

Ultimi Commenti

AnnaV in Fermiamo la deriva e...

Archivio

oggi
agosto 2007
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
luglio 2005
giugno 2005